
Cronaca
Trans uccisa a Bari, colpo di scena: imputato assolto e scarcerato
Per Francesco Brandonisio, la pm aveva chiesto 30 anni. La Corte ha invece accolto la tesi della difesa: «Era la persona sbagliata»
Bari - sabato 29 marzo 2025
9.12
La Corte d'Assise di Bari ha assolto «per non aver commesso il fatto» il 54enne pescatore Francesco Brandonisio, a processo con l'accusa di aver ucciso la trans barese Ambra Dentamaro la notte del 23 settembre 2018. L'uomo era stato arrestato nell'ottobre 2022 e da allora non aveva mai lasciato il penitenziario di Bari.
La Corte (presidente Sergio Di Paola) ne ha disposto l'immediata scarcerazione e la restituzione di quanto in sequestro, ma solo con il deposito delle motivazioni si comprenderà il ragionamento fatto dai giudici. La vittima, secondo le indagini, sarebbe stata uccisa con una coltellata al collo, vibrata dall'alto verso il basso, in una strada isolata del quartiere San Giorgio, sulla litoranea a sud di Bari, e fu trovata senza vita all'interno della propria vettura poco dopo le ore 03.00 di notte.
Nei confronti di Brandonisio, il pubblico ministero Larissa Catella aveva chiesto la condanna a 30 anni, mentre i suoi legali (Antonio Fatone e Guglielmo Starace) l'assoluzione per non avere commesso il fatto. Gli inquirenti risalirono a Brandonisio incrociando le immagini di videosorveglianza, dalle quali si vide arrivare sul luogo del delitto una Fiat Punto compatibile con quella dell'imputato, con i tabulati telefonici, perché a quell'ora il suo cellulare avrebbe agganciato San Giorgio.
Una ricostruzione duramente contestata dai legali, che nella precedente udienza avevano definito Brandonisio «una persona diversa» rispetto a quella inquadrata dalle telecamere e quindi «la persona sbagliata». Evidentemente l'assassino è ancora in libertà. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 90 giorni.
La Corte (presidente Sergio Di Paola) ne ha disposto l'immediata scarcerazione e la restituzione di quanto in sequestro, ma solo con il deposito delle motivazioni si comprenderà il ragionamento fatto dai giudici. La vittima, secondo le indagini, sarebbe stata uccisa con una coltellata al collo, vibrata dall'alto verso il basso, in una strada isolata del quartiere San Giorgio, sulla litoranea a sud di Bari, e fu trovata senza vita all'interno della propria vettura poco dopo le ore 03.00 di notte.
Nei confronti di Brandonisio, il pubblico ministero Larissa Catella aveva chiesto la condanna a 30 anni, mentre i suoi legali (Antonio Fatone e Guglielmo Starace) l'assoluzione per non avere commesso il fatto. Gli inquirenti risalirono a Brandonisio incrociando le immagini di videosorveglianza, dalle quali si vide arrivare sul luogo del delitto una Fiat Punto compatibile con quella dell'imputato, con i tabulati telefonici, perché a quell'ora il suo cellulare avrebbe agganciato San Giorgio.
Una ricostruzione duramente contestata dai legali, che nella precedente udienza avevano definito Brandonisio «una persona diversa» rispetto a quella inquadrata dalle telecamere e quindi «la persona sbagliata». Evidentemente l'assassino è ancora in libertà. Le motivazioni della sentenza saranno depositate in 90 giorni.