
Calcio
Carrarese-Bari 2-1, Longo: «Squadra fischiata da un mese, viviamo l’episodio come un macigno»
Il mister: «Sul goal del pareggio commessa ingenuità grandissima». Maita: «Sono incazzatissimo, chiediamo scusa»
Bari - domenica 30 marzo 2025
17.35
Trasferta amara per il Bari, che viene sconfitto in rimonta 2-1 sul campo della Carrarese. Amaro è, quindi, anche il commento nel post gara di Moreno Longo, tecnico dei biancorossi.
«Fino a un minuto dalla fine abbiamo fatto una buona partita, riuscivamo ad aggradire e a fare quello che avevamo provato. Sul goal del pareggio abbiamo commesso un'ingenuità grandissima, quella punizione doveva essere calciata in profondità. Il goal ha cambiato la gara, al rientro siamo andati sotto su una palla inattiva e ci si è spenta la luce. Poi abbiamo lavorato in maniera confusa e disordinata, abbiamo sbagliato tanto. Il secondo tempo non è stato all'altezza per rimediare la partita. Nel primo tempo abbiamo meritato il vantaggio e potevamo fare più di un goal; è una questione mentale, viviamo l'episodio negativo come un macigno. La squadra viene fischiata da un mese, i ragazzi sanno la responsabilità di dover riuscire a trovare il playoff. Quando siamo sotto vengono fuori tutti gli aspetti negativi, dobbiamo crescere sotto questo aspetto: le difficoltà ci sono e ci saranno, ma devi saperlo affrontare diversamente. Anche sotto 2-1 potevamo e dovevamo giocare diversamente. È una fragilità dovuta al peso di dover vincere per forza, questo non sempre ti mette nelle condizioni di lavorare con le scelte giuste; bisogna fare le scelte giuste, e non riusciamo a farlo. Non escludo il fattore atletico, ma è stato eclatante il fatto che dopo l'episodio siamo stati frustrati, e gli altri si sono esaltati. Dobbiamo analizzare tutto, ma la componente psicologica la metto dentro perché oggi è stata abbastanza lampante. Sapevamo che qualche giocatore non è al top, e non si può rimettere in sesto in dieci giorni. Nel secondo tempo abbiamo messo Falletti e Maggiore a fare le mezze ali offensive più due attaccanti; era quello che volevamo. Falletti e Pereiro hanno lavorato come ce li aspettavamo, hanno creato pericoli; sono contento della loro prestazione. Pereiro non giocava da un po', ma hanno fatto la partita che dovevano; quando la partita è stata in ordine, l'hanno interpretata bene. La squadra con due trequartisti e una punta ha avuto tre o quattro occasioni in un tempo, e non è poco. In quel primo tempo, fino al goal, la squadra era dentro ed era viva; Bonfanti ha avuto un'occasione grandissima di testa, i due trequarti sono andati al tiro un paio di volte».
Mattia Maita, capitano della squadra, si prende le responsabilità di questa sconfitta: «Sono incazzatissimo, non sono contento perché l'abbiamo preparata bene in due settimane. Abbiamo fatto un buon primo tempo, poi il goal al 45' ci ha tagliato le gambe. Non siamo felici di quello che abbiamo fatto oggi, bisogna tornare a fare le cose fatte bene. Non vediamo tutto nero adesso; la sconfitta di oggi brucia, spero ci serva da lezione. Bisogna fare punti per metterci al sicuro da tutto, poi bisogna invertire la rotta. L'errore a fine primo tempo è evidente, è un nostro modo di volerla giocare, cercando un fraseggio che ci mancava da un po'. Chiediamo scusa per quello che è successo».
«Fino a un minuto dalla fine abbiamo fatto una buona partita, riuscivamo ad aggradire e a fare quello che avevamo provato. Sul goal del pareggio abbiamo commesso un'ingenuità grandissima, quella punizione doveva essere calciata in profondità. Il goal ha cambiato la gara, al rientro siamo andati sotto su una palla inattiva e ci si è spenta la luce. Poi abbiamo lavorato in maniera confusa e disordinata, abbiamo sbagliato tanto. Il secondo tempo non è stato all'altezza per rimediare la partita. Nel primo tempo abbiamo meritato il vantaggio e potevamo fare più di un goal; è una questione mentale, viviamo l'episodio negativo come un macigno. La squadra viene fischiata da un mese, i ragazzi sanno la responsabilità di dover riuscire a trovare il playoff. Quando siamo sotto vengono fuori tutti gli aspetti negativi, dobbiamo crescere sotto questo aspetto: le difficoltà ci sono e ci saranno, ma devi saperlo affrontare diversamente. Anche sotto 2-1 potevamo e dovevamo giocare diversamente. È una fragilità dovuta al peso di dover vincere per forza, questo non sempre ti mette nelle condizioni di lavorare con le scelte giuste; bisogna fare le scelte giuste, e non riusciamo a farlo. Non escludo il fattore atletico, ma è stato eclatante il fatto che dopo l'episodio siamo stati frustrati, e gli altri si sono esaltati. Dobbiamo analizzare tutto, ma la componente psicologica la metto dentro perché oggi è stata abbastanza lampante. Sapevamo che qualche giocatore non è al top, e non si può rimettere in sesto in dieci giorni. Nel secondo tempo abbiamo messo Falletti e Maggiore a fare le mezze ali offensive più due attaccanti; era quello che volevamo. Falletti e Pereiro hanno lavorato come ce li aspettavamo, hanno creato pericoli; sono contento della loro prestazione. Pereiro non giocava da un po', ma hanno fatto la partita che dovevano; quando la partita è stata in ordine, l'hanno interpretata bene. La squadra con due trequartisti e una punta ha avuto tre o quattro occasioni in un tempo, e non è poco. In quel primo tempo, fino al goal, la squadra era dentro ed era viva; Bonfanti ha avuto un'occasione grandissima di testa, i due trequarti sono andati al tiro un paio di volte».
Mattia Maita, capitano della squadra, si prende le responsabilità di questa sconfitta: «Sono incazzatissimo, non sono contento perché l'abbiamo preparata bene in due settimane. Abbiamo fatto un buon primo tempo, poi il goal al 45' ci ha tagliato le gambe. Non siamo felici di quello che abbiamo fatto oggi, bisogna tornare a fare le cose fatte bene. Non vediamo tutto nero adesso; la sconfitta di oggi brucia, spero ci serva da lezione. Bisogna fare punti per metterci al sicuro da tutto, poi bisogna invertire la rotta. L'errore a fine primo tempo è evidente, è un nostro modo di volerla giocare, cercando un fraseggio che ci mancava da un po'. Chiediamo scusa per quello che è successo».